Terremoto Abruzzo, i soldi degli Sms imboscati dalle banche
Gira e rigira sono finiti alle banche i 5 milioni di euro arrivati via sms dopo il terremoto dell’Aquila sotto forma di donazione. E la loro gestione è stata quella prevista da qualsiasi rapporto bancario: non è bastata la condizione di “terremotato” per ricevere un prestito con cui rimettere in piedi casa o riprendere un’attività commerciale distrutta dal sisma. Per ottenerlo occorreva – occorre ancora oggi – soddisfare anche criteri di “solvibilità”, come ogni prestito. Criteri che, se giudicati abbastanza solidi, hanno consentito l’accesso al credito, da restituire con annessi interessi. I presunti insolvibili sono rimasti solo terremotati. Anche se quei soldi erano stati donati a loro. Il metodo Bertolaso comprendeva anche questo. È accaduto in Abruzzo, appunto, all’indomani del sisma del 2009. Mentre Silvio Berlusconi prometteva casette e “new town”, l’ex numero uno della Protezione civile aveva già deciso che i soldi arrivati attraverso i messaggini dal cellulare non sarebbero stati destinati a chi aveva subito danni, ma a un consorzio finanziario di Padova, l’Etimos, che avrebbe poi usato i fondi per garantire le banche qualora i terremotati avessero chiesto piccoli prestiti. E così è stato. Le donazioni sono confluite in un fondo di garanzia bloccato per 9 anni. Un fondo che dalla Protezione civile, due mesi fa, è stato trasferito alla ragioneria dello Stato. La quale, a sua volta, lo girerà alla Regione Abruzzo. E di quei 5 milioni i terremotati non hanno visto neanche uno spicciolo. Qualcuno ha ottenuto prestiti grazie a quel fondo utilizzato come garanzia, ma ha pagato fior di interessi e continuerà a pagarne. Altri il credito se lo sono visto rifiutare.
Quello che è successo in questi 3 anni è molto trasparente, al contrario della richiesta di donazione via sms che non precisò a nessuno dove sarebbero finiti i soldi. Nemmeno a un ente, la Regione Abruzzo che, paradossalmente, domani potrebbe usare quei soldi per elicotteri o auto blu. La Etimos, accusata nei giorni scorsi su alcuni blog di aver gestito direttamente il patrimonio, ci ha sì guadagnato, ma non fatica ad ammettere come sono stati usati i soldi: dei 5 milioni di fondi pubblici messi a disposizione del progetto dal dipartimento della Protezione civile, 470 mila euro sono stati destinati alle spese di start-up e di gestione del progetto, per un periodo di almeno 9 anni; 4 milioni e 530 mila euro invece la cifra utilizzata come fondo patrimoniale e progressivamente impiegata a garanzia dell’erogazione dei finanziamenti da parte degli istituti di credito aderenti. Intanto sono state 606 le domande di credito ricevute (206 famiglie, 385 imprese, 15 cooperative). Di queste 246 sono state respinte (85 famiglie, 158 imprese, 3 cooperative) mentre 251 sono i crediti erogati da gennaio 2011 a oggi per un totale di 5.126.500 euro (famiglie 89/551mila euro, imprese 153/4 milioni 233mila e 500 euro, cooperative 9/342mila euro). Infine 99 domande sono in valutazione (68 famiglie, 28 imprese, 3 coop).
Che fine han fatto gli sms?I terremotati sono stati praticamente esclusi. Se qualcosa hanno avuto lo hanno restituito con un tasso d’interesse inferiore rispetto agli altri, ma pur sempre pagando gli interessi. Chi ha guadagnato sono le banche, sicuramente, e la Regione Abruzzo che, al termine dei 9 anni stabiliti, si troverà nelle casse 5 milioni di euro in più. Vincolati? Questo non lo sappiamo. Ne disporrà come meglio crede, sono soldi che entreranno nel bilancio.
che schifezza,,, hanno cominciato con le risate per i soldi che avrebbero preso dalla ricostruzione, hanno finito con il prendersi i soldi che gli italiani hanno donato.
io non credo piu' a niente in questo paese, a niente e nessuno, mi dispiace per chi ha bisogno, ma se non sono sicuro che i miei soldi ( pochi ) vadano alla gente non dono niente.
I ITALIA passiamo dai pacchi di pasta donati ai bisognosi e trovati sugli scaffali dei supermercati a questo furto.
purtroppo non ci sono neanche le parole per commentare questa schifezza, ma del resto viviamo in un mondo dove le banche e i banchieri insieme a presunti tecnici governano le nostre vite e influenzano il nostro futuro.
GIUSEPPE SALERNO
domenica 17 giugno 2012
mercoledì 13 giugno 2012
IMU...TASSA O SALASSO??
IMU
Cos'è
Gli immobili che pagano l'IMU (case e terreni, per la parte relativa al reddito dominicale) non sono più assoggettati ad IRPEF e alle relative addizionali (ad esclusione degli immobili locati per i quali è dovuta alternativamente l'IRPEF o la Cedolare Secca). Ciò significa che per le case a disposizione e gli immobili dati in uso gratuito a familiari, non è più dovuta l'IRPEF, ma a differenza dell'ICI anche le case date in uso gratuito ai familiari verseranno l'IMU.
tutti siamo concordi che le tasse devono essere pagate ma l'imu
sembra un salasso che si e' abbattuto sulle famiglie italiane, sarebbe stato giusto far pagare l' imu in base al reddito, valutando un aliquota anche storica dell'immobile.
Pensate chi 30 anni fa si e' costruito con il sudore una casa in una periferia di una qualsiasi citta', oggi con molta probabilità la casa sarà vautata molto di più, perchè negli anni la zona scelta, perchè magari all'epoca tranquilla oggi risulta molto più appetibile al mercato immobiliare.
Ma queste valutazioni le dovevano fare i tecnici , dovevano valutare il reddito di chi deve pagare e come questa tassa inciderà sulla tenuta economica della famiglia.
Ma come spesso accade in ITALIA QUALCUNO NON PAGA
E SONO QUESTI :
La nuova IMU (Imposta Municipale Unica) non sarà pagata da particolari edifici.
Quali sono quindi questi edifici che beneficeranno dell’esenzione IMU 2012?
- Secondo il Decreto Monti quindi saranno esenti dal pagamento IMU i seguenti edifici:
- Chiese, Moschee, Sinagoghe
- Associazioni Onlus e ONG: ovvero tutti quegli edifici che svolgono attività senza scopo di lucro
IO PENSO SEMPRE CHE LE TASSE BISOGNA PAGARLE TUTTI PERCHE' MOLTE VOLTE VEDO PSEUDO ASSOCIAZIONI CHE NON SVOLGONO ATTIVITA' DI LUCRO POCO TRASPARENTI, MA LA COSA CHE LASCIA PERPLESSI E' SENTIRE CHE LE
FONDAZIONI BANCARIE
NON PAGHERANNO L'IMU
MI SEMBRA GIUSTO, PER L'EQUITA' TANTO SBANDIERATA DA MONTI ERA IL MINIMO CHE POTEVA FARE.
EQUAMENTE NON FA PAGARE L'IMU A CHI LA DOVREBBE PAGARE PIU' DEGLI ALTRI.
COMPLIMENTI MONTI PER L'EQUITA'.
GIUSEPPE SALERNO
L'INUTILITA' DI MONTI E' NEI NUMERI.......
PURTROPPO TUTTI VOI SPERAVATE IN QUESTI SIGNORI TECNICI ( IO NO LO AVEVO DETTO CHE MONTI ERA UN BLUFF) AVEVATE SPERATO CHE IL MALE ITALIANO POTESSE ESSERE RISOLTO DA LORO?
MI DISPIACE DIRVELO IN PAROLE POVERE MA MOLTO ESAUSTIVE: NON HANNO RISOLTO NULLA E ANZI HANNO AGGRAVATO LA SITUAZIONE.
ULTIMO ATTO CARNEVALESCO E' STATA LA VOTAZIONE DI OGGI, DOVE SE METTE PER ISCRITTO CHE I CONDANNATI NON POSSONO PRESENTARSI SOLO DOPO IL 2018,
NIENTE MALE I CALCOLI TORNANO QUANDO TUTTI I POLITICI CHE OGGI SIEDONO A MONTECITORIO PER SOPRAVVENUTA VECCHIAIA SARANNO COSTRETTI AD ANDARSENE NON PERCHE' CONDANNATI MA PERCHE' NON RIUSCIRANNO NEANCHE A CAMMINARE PER POTER ANDARE A SEDERSI SULLE POLTRONCINE.
LO SPREAD SFIORA ORMAI COSTANTEMENTE QUOTA 500 MISURA INCONCEPIBILE VISTO LE TASSE CHE QUESTO GOVERNO CI FA PAGARE.
ESODATI NON SI SA QUANTO SONO, LA FORNERO INVECE DI PENSARE AI LICENZIAMENTI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, FAREBBE BENE AD AUTOLICENZIARSI PER MANIFESTA INCOMPETENZA POLITICA.
DISOCCUPAZIONE AL 10,2%, PER FORTUNA DICEVANO CHE PENSAVANO AI GIOVANI,
SAREI PIU' TRANQUILLO SE PENSASSERO AD ALTRO VISTO I RISULTATI.
IMU NE RIPARLEREMO DI QUESTO FURTO LEGALIZZATO.
ECCO I NUMERI SOPRA CITATI, FORSE ANCHE IO AVREI FATTO MEGLIO, ANCHE SENZA LAUREA ALLA BOCCONI.
Corruzione, passa la fiducia al governo
Condannati incandidabili. Solo dal 2018
Asta dei bot, rendimento raddoppia
dal 2,3 al 3,97 %. Spread fiora quota 480
sia il presidente che il direttore generale dell’Inps, dopo che l’istituto ha diffuso i dati sui lavoratori esodati: 390mila contro i 65mila “salvati” dal governo.
Ocse: disoccupazione ferma al 7, 9% ad aprile, in Italia 10, 2%
GIUSEPPE SALERNO
domenica 10 giugno 2012
BERSANI APRE A CHI??? A CASINI ........
Bersani: primarie «aperte», poi un patto con i moderati
Un percorso, quello delineato da Bersani, che mette d'accordo tutti. Plaude Veltroni, che ci vede un'eco della sua "vocazione maggioritaria". Plaude D'Alema, che sottolinea di non avere nulla contro le primarie ma che è giusto costruire prima il programma. E plaude anche il vicesegretario Enrico Letta, soddisfatto della centralità data alla riforma elettorale: «Il patto costituente inizi con l'impegno di chiunque vinca a non eleggere a maggioranza i presidenti delle Camere all'inizio della prossima legislatura. Si eleggano presidenti bipartisan». Alla fine la relazione di Bersani viene approvata all'unanimità. E anche dal rottamatore Matteo Renzi, dopo tanti mesi, giungono parole gentili: «Bene Bersani: ci confronteremo su idee e sogni dell'Italia di domani». Vittoriosi sul fronte delle primarie (per permettere più candidature del Pd si dovrà tra l'altro cambiare lo statuto, cosa che sarà fatta a luglio dall'assemblea nazionale), Renzi e i suoi rinunciano a porre la questione del limite dei tre mandati parlamentari. Se ne riparlerà, forse. Bersani intanto annuncia rinnovamenti: «Bisogna mandare avanti persone nuove, di nuova generazione».
ANCORA UNA VOLTA IL SEGRETARIO BERSANI NON E' COLLEGATO ALLA REALTA' E SPERO CHE QUESTA VOLTA ANCHE I TESSERATI DEL PARTITO DEMOCRATICO SI FACCIANO AVANTI ALLE PRIMARIE.
NON MI RIFERISCO SICURAMENTE A RENZI, MA A QUEI GIOVANI CHE CREDONO NELLA POLITICA E AMANO LA POLITICA.
BERSANI PARLA MA NON HA CAPITO CHE DALLE SCORSE ELEZIONI E' CAMBIATO TUTTO.
HA MAI MESSO IN CONTO IL SIG. BERSANI CHE MOLTO PROBABILMENTE DOVRA' CONFRONTARSI CON PERSONE SCONOSCIUTE?
POTREBBE MANIFESTARSI LA VOGLIA DI MOLTI A METTERSI IN GIOCO E CANDIDARSI ALLE PRIMARIE,
MA LUI CONTINUA A DETTARE LA GUIDA DICENDO DI APRIRE AI MODERATI.
PRIMA DOVREBBE VINCERLE LE PRIMARIE E POI MAGARI APRIRE AL SUO COMPAESANO CASINI, NON PENSO CHE SE VINCE DI PIETRO O VENDOLA O UNO SCONOSCIUTO ACCETTI LE SUE IMPOSIZIONI DI APRIRE AI MODERATI.
BERSANI DIMENTICA CHE CON L'AVVENTO DEL PARTITO DI GRILLO OGGI IN RAMPA DI LANCIO CI POTREBBERO ESSERE MIGLIAIA DI CANDIDATI, EVENTALMETE LUI CHE FA LI CACCIA??
IL PARTITO DEMOCRATICO ANCORA DEVE SPIEGARE A MIGLIAIA DI LAVORATORI IL VOTO AL DISOGNO DI LEGGE DELLA FORNERO, PRIMA DI PARLARE DI ELEZIONI DEVE SPIEGARCI COME MAI TIENE ANCORA IN PIEDI MONTI.
DIMENTICAVO PER IL BENE DELL'ITALIA.
O PER IL LORO BENE??
RENZI-BERSANI-ALFANO-CASINI SONO POLITICI SIMILI POLITICAMENTE A BERLUSCONI.
SE ABBIAMO MANDATO LUI A CASA DOBBIAMO MANDARCI ANCHE VOI. PREPARATEVI.
GIUSEPPE SALERNO
ERRORI ED INCIUCI POLITICO-SINDACALE
la crisi dei salari arriva da lontano.
La scala mobile (ufficialmente "indennità di contingenza") è uno strumento economico di politica dei salari, volto ad indicizzare automaticamente i salari all'inflazione e all'aumento del costo della vita secondo un indice dei prezzi al consumo.
In Italia, la scala mobile è stata negoziata nel 1975 dal segretario della CGIL Luciano Lama assieme agli altri sindacati e a Confindustria, atto a recuperare il potere d'acquisto perso dal salario a causa dell'inflazione. La scala mobile verrà abrogata tra il 1984 e il 1992 dai governi di Bettino Craxi e Giuliano Amato, con l'accordo degli stessi sindacati, a causa del circolo vizioso che aveva generato, contribuendo alla continua crescita dell'inflazione. È stata sostituita dall’Elemento Distinto della Retribuzione
La scala mobile veniva calcolata seguendo l'andamento variabile dei prezzi di particolari beni di consumo, generalmente di larga diffusione, costituenti un paniere. Una commissione aveva il compito di determinare ogni tre mesi le variazioni del costo della vita utilizzando come indice di riferimento le variazioni dei prezzi di tali beni (indice dei prezzi al consumo, IPC).
Accertata e resa uguale su base 100 la somma mensile necessaria per la famiglia-tipo, in riferimento ad un dato periodo per l'acquisto dei prodotti del paniere, le successive variazioni percentuali dei prezzi dei beni di consumo divenivano i punti di variazione dell'indice stesso del costo della vita, a cui i salari venivano direttamente adeguati.
Negli anni duemila vi sono state numerose proposte, provenienti da partiti e movimenti della sinistra italiana, di reintrodurre la scala mobile, come strumento per restituire ai lavoratori il potere d'acquisto eroso dall'inflazione. Sono state avviate in tal senso anche delle proposte di legge di iniziativa popolare che il Parlamento non ha però mai seriamente considerato. La proposta di tornare alla scala mobile è stata pure contenuta nel programma elettorale del Partito di Alternativa Comunista, di Sinistra Critica, del Partito Comunista dei Lavoratori ed in parte in quello della Sinistra Arcobaleno in occasione delle elezioni politiche del 2008. I partiti di centro e di destra hanno sempre respinto tale ipotesi.
ARRIVATI NEL 1984 GRANDI ILLUMINARI DELLA POLITICA ITALIANA HANNO PENSATO BENE DI ELIMINARE LA SCALA MOBILE.
APRENDO DI FATTO LA CRISI DEGLI STIPENDI DEI LAVORATORI ITALIANI ,
I SOLDI CHE SERVIVANO PER I SALARI E GLI STIPENDI, SI SONO DIROTTATI SULLE IMPRESE TIPO LA FIAT O ALTRE DI UGUALE IMPORTANZA, QUESTA POLITICA ECONOMICA HA DI FATTO IMPOVERITO IL LAVORATORE DIPENDENTE E DI FATTO IMPOVERITA L'ECONOMIA DEL PAESE, DICIAMO CHE IN UN SISTEMA GLOBALE CHE VA BENE QUESTA PERDITA DI LIQUIDITA' DEL LAVORATORE NON VIENE PERCEPITA PERCHE' ALTRE ECONOMIE MAGARI PIU' FORTI RIESCONO TRAMITE L'IMPORTAZIONE DEL PRODOTTO A FAR CALARE IL MAGAZZINO A DISPOSIZIONE DELL'AZIENDE.
OGGI CON LA CRISI GLOBALE SI VERIFICA UNA SVOLTA ANCHE NEL MODO DI ACQUISTARE IL BENE, I CONSUMATORI VEDONO LA PROVENIENZA DEL BENE E SICURAMENTE COME FACCIAMO NOI PREDILIGONO IL PRODOTTO NAZIONALE.
E' QUI SI INCEPPA IL SISTEMA, ADESSO GLI STATI DOVE I SALARI E GLI STIPENDI SONO ALTI L'ECONOMIA VA BENE ANCHE GRAZIE AL CONSUMO INTERNO DEL PRODOTTO, ANZI FORSE GRAZIE ESCLUSIVAMENTE AL CONSUMO INTERNO.
IN ITALIA DOVE ORMAI GLI STIPENDI DEI LAVORATORI DIPENDENTI SIA PRIVATI CHE STATALI SONO BASSISSIMI SI CREA UN CORTOCIRCUITO INTERNO CHE INIBISCE GLI ACQUISTI DI QUALSIASI GENERE, MAGARI ESCLUDENDO FORSE QUELLI ALIMENTARI, GLI ALTRI SONO ORMAI QUASI ANNULLATI.
QUALE POTREBBE ESSERE LA RICETTA PER RISOLVERE LA SITUAZIONE???
SEMPLICE FARE IL CONTRARIO DI QUELLO CHE SI E' FATTO IN PASSATO, DIROTTARE I SOLDI SUL POTERE D'ACQUISTO DEI DIPENDENTI, INVECE LA FORNERO NE ACCENTUA IL LICENZIAMENTO.
PURTROPPO LA MEDRICRITA' DELLA NOSTRA CLASSE POLITICA E' COSI' ELEVATA CHE PORTERANNO IL SISTEMA AL COLLASSO TOTALE, CON BUONA PACE DELLE VARIE IMU O TASSE PAGATE.
GIUSEPPE SALERNO
La scala mobile (ufficialmente "indennità di contingenza") è uno strumento economico di politica dei salari, volto ad indicizzare automaticamente i salari all'inflazione e all'aumento del costo della vita secondo un indice dei prezzi al consumo.
In Italia, la scala mobile è stata negoziata nel 1975 dal segretario della CGIL Luciano Lama assieme agli altri sindacati e a Confindustria, atto a recuperare il potere d'acquisto perso dal salario a causa dell'inflazione. La scala mobile verrà abrogata tra il 1984 e il 1992 dai governi di Bettino Craxi e Giuliano Amato, con l'accordo degli stessi sindacati, a causa del circolo vizioso che aveva generato, contribuendo alla continua crescita dell'inflazione. È stata sostituita dall’Elemento Distinto della Retribuzione
La scala mobile veniva calcolata seguendo l'andamento variabile dei prezzi di particolari beni di consumo, generalmente di larga diffusione, costituenti un paniere. Una commissione aveva il compito di determinare ogni tre mesi le variazioni del costo della vita utilizzando come indice di riferimento le variazioni dei prezzi di tali beni (indice dei prezzi al consumo, IPC).
Accertata e resa uguale su base 100 la somma mensile necessaria per la famiglia-tipo, in riferimento ad un dato periodo per l'acquisto dei prodotti del paniere, le successive variazioni percentuali dei prezzi dei beni di consumo divenivano i punti di variazione dell'indice stesso del costo della vita, a cui i salari venivano direttamente adeguati.
Negli anni duemila vi sono state numerose proposte, provenienti da partiti e movimenti della sinistra italiana, di reintrodurre la scala mobile, come strumento per restituire ai lavoratori il potere d'acquisto eroso dall'inflazione. Sono state avviate in tal senso anche delle proposte di legge di iniziativa popolare che il Parlamento non ha però mai seriamente considerato. La proposta di tornare alla scala mobile è stata pure contenuta nel programma elettorale del Partito di Alternativa Comunista, di Sinistra Critica, del Partito Comunista dei Lavoratori ed in parte in quello della Sinistra Arcobaleno in occasione delle elezioni politiche del 2008. I partiti di centro e di destra hanno sempre respinto tale ipotesi.
ARRIVATI NEL 1984 GRANDI ILLUMINARI DELLA POLITICA ITALIANA HANNO PENSATO BENE DI ELIMINARE LA SCALA MOBILE.
APRENDO DI FATTO LA CRISI DEGLI STIPENDI DEI LAVORATORI ITALIANI ,
I SOLDI CHE SERVIVANO PER I SALARI E GLI STIPENDI, SI SONO DIROTTATI SULLE IMPRESE TIPO LA FIAT O ALTRE DI UGUALE IMPORTANZA, QUESTA POLITICA ECONOMICA HA DI FATTO IMPOVERITO IL LAVORATORE DIPENDENTE E DI FATTO IMPOVERITA L'ECONOMIA DEL PAESE, DICIAMO CHE IN UN SISTEMA GLOBALE CHE VA BENE QUESTA PERDITA DI LIQUIDITA' DEL LAVORATORE NON VIENE PERCEPITA PERCHE' ALTRE ECONOMIE MAGARI PIU' FORTI RIESCONO TRAMITE L'IMPORTAZIONE DEL PRODOTTO A FAR CALARE IL MAGAZZINO A DISPOSIZIONE DELL'AZIENDE.
OGGI CON LA CRISI GLOBALE SI VERIFICA UNA SVOLTA ANCHE NEL MODO DI ACQUISTARE IL BENE, I CONSUMATORI VEDONO LA PROVENIENZA DEL BENE E SICURAMENTE COME FACCIAMO NOI PREDILIGONO IL PRODOTTO NAZIONALE.
E' QUI SI INCEPPA IL SISTEMA, ADESSO GLI STATI DOVE I SALARI E GLI STIPENDI SONO ALTI L'ECONOMIA VA BENE ANCHE GRAZIE AL CONSUMO INTERNO DEL PRODOTTO, ANZI FORSE GRAZIE ESCLUSIVAMENTE AL CONSUMO INTERNO.
IN ITALIA DOVE ORMAI GLI STIPENDI DEI LAVORATORI DIPENDENTI SIA PRIVATI CHE STATALI SONO BASSISSIMI SI CREA UN CORTOCIRCUITO INTERNO CHE INIBISCE GLI ACQUISTI DI QUALSIASI GENERE, MAGARI ESCLUDENDO FORSE QUELLI ALIMENTARI, GLI ALTRI SONO ORMAI QUASI ANNULLATI.
QUALE POTREBBE ESSERE LA RICETTA PER RISOLVERE LA SITUAZIONE???
SEMPLICE FARE IL CONTRARIO DI QUELLO CHE SI E' FATTO IN PASSATO, DIROTTARE I SOLDI SUL POTERE D'ACQUISTO DEI DIPENDENTI, INVECE LA FORNERO NE ACCENTUA IL LICENZIAMENTO.
PURTROPPO LA MEDRICRITA' DELLA NOSTRA CLASSE POLITICA E' COSI' ELEVATA CHE PORTERANNO IL SISTEMA AL COLLASSO TOTALE, CON BUONA PACE DELLE VARIE IMU O TASSE PAGATE.
GIUSEPPE SALERNO
mercoledì 6 giugno 2012
NOI DEL SUD. LAVORATORI O CARNE DA MACELLO???
NOI DEL SUD. LAVORATORI O carne da macello PER IL BENESSERE DEL NORD??????????????
Qualche giorno fa scrivevo un post sul quadrilatero del potere;
Continuo nel mio discorso e cerchiamo di capire se questo potere politico-economico influisce sulle nostre vite e sui nostri progetti di vita.
Come tutti sappiamo arrivati ad un certo punto della nostra storia migliaia di persone del sud sono state costrette a emigrare per cercare lavoro, niente di anomalo in tutto il mondo e in tutte le nazioni le persone cercano di migliorare la propria situazione, la soluzione molte volte viene trovate emigrando e allontanandosi dalla propria terra di origine.
Il problema nasce quando questi flussi non sono controllati o meglio sono incentivati per agevolare alcune aree del Paese, come ad esempio il nord Italia.
La manodopera del sud e non solo è servita per decenni a portare avanti il sistema economico del nord, senza la manodopera dei “ terroni” molte aziende italiane non avrebbero avuto la manodopera necessaria per poter andare avanti, questo meccanismo ha creato un problema demografico non indifferente, ha svuotato il sud sia della manodopera ma anche dei cervelli, di conseguenza ha svuotato il meridione di un fattore essenziale l’aumento demografico, infatti solo se in un territorio c’è un aumento demografico ci sono i servizi necessari alle comunità.
Servizi come gli ospedali, come le fabbriche e per ultimo la scuola.
Parliamo della scuola, e ne parlo per conoscenza diretta, e vediamo come un processo antico oggi grava sulle nuove generazioni anzi ne aumenta la gravità portando il sistema al collasso.
Oggi moltissimi operatori nel settore scuole sono costretti contro ogni propria volontà a lavorare al nord, perché la politica del potere insieme a sindacati poco inclini a programmare il futuro hanno creato un meccanismo perverso che incrementa ancora una volta il nord svuotando per l’ennesima volta il sud di quella linfa vitale che è l’aumento demografico.
E come hanno bloccato il sistema?
Bloccando i trasferimenti al sud, con stratagemmi apparentemente normali, infatti cosa hanno escogitato hanno messo dei limiti di anni prima di poter solo presentare la domanda di trasferimento, infatti i nostri grandi sindacati
Hanno ritenuto opportuno alzare gli anni da tre a cinque come requisito utile per poter presentare la domanda di trasferimento, ma non è tutto , hanno escogitato un altro meccanismo molto più perverso, hanno dato la possibilità a chi lavora nella stessa regione di avere la priorità su chi fa domanda di trasferimento da una regione diversa.
Qualcuno dirà che questo meccanismo è giusto, io invece dico che si tratta di uno stratagemma per svuotare ulteriormente le nostre terre, infatti cosa succede che la maggior parte dei trasferimenti da un’altra regione vengono respinte in partenza dai movimenti interni, ma siccome il meccanismo è perverso dopo poco si attinge all’organico di fatto.
Siccome l’organico di fatto risulta quasi sempre superiore a quello di diritto, va da se che in alcune zone d’ITALIA il personale aventi diritto risulta inferiore all’organico necessario per affrontare l’anno scolastico, e qui scatta l’assegnazione provvisoria, cioè una domanda annuale che deve essere presentata anno per anno.
Questo meccanismo è perverso perché, continua a creare precariato al sud,
Infatti l’organico di fatto molte volte viene riempito con precari ormai storici, nel frattempo chi è di ruolo non trova spazio e molte volte si vede costretto a mettere radici al nord, sistema perfetto.
Al nord lavoratori di ruolo, al sud precari; voi direte finisce qua?
Noooo questi precari per prendere il posto fisso sono costretti a venirsene al nord dove ci sono più posti, e si ricomincia il sistema perverso e malato, che stimola la crescita del nord e mortifica il sud.
Forse è arrivata l’ora di dire basta……
Più lavoro al sud. Basta con la politica del potere che da anni svuota le nostre terre.
salerno giuseppe
Qualche giorno fa scrivevo un post sul quadrilatero del potere;
Continuo nel mio discorso e cerchiamo di capire se questo potere politico-economico influisce sulle nostre vite e sui nostri progetti di vita.
Come tutti sappiamo arrivati ad un certo punto della nostra storia migliaia di persone del sud sono state costrette a emigrare per cercare lavoro, niente di anomalo in tutto il mondo e in tutte le nazioni le persone cercano di migliorare la propria situazione, la soluzione molte volte viene trovate emigrando e allontanandosi dalla propria terra di origine.
Il problema nasce quando questi flussi non sono controllati o meglio sono incentivati per agevolare alcune aree del Paese, come ad esempio il nord Italia.
La manodopera del sud e non solo è servita per decenni a portare avanti il sistema economico del nord, senza la manodopera dei “ terroni” molte aziende italiane non avrebbero avuto la manodopera necessaria per poter andare avanti, questo meccanismo ha creato un problema demografico non indifferente, ha svuotato il sud sia della manodopera ma anche dei cervelli, di conseguenza ha svuotato il meridione di un fattore essenziale l’aumento demografico, infatti solo se in un territorio c’è un aumento demografico ci sono i servizi necessari alle comunità.
Servizi come gli ospedali, come le fabbriche e per ultimo la scuola.
Parliamo della scuola, e ne parlo per conoscenza diretta, e vediamo come un processo antico oggi grava sulle nuove generazioni anzi ne aumenta la gravità portando il sistema al collasso.
Oggi moltissimi operatori nel settore scuole sono costretti contro ogni propria volontà a lavorare al nord, perché la politica del potere insieme a sindacati poco inclini a programmare il futuro hanno creato un meccanismo perverso che incrementa ancora una volta il nord svuotando per l’ennesima volta il sud di quella linfa vitale che è l’aumento demografico.
E come hanno bloccato il sistema?
Bloccando i trasferimenti al sud, con stratagemmi apparentemente normali, infatti cosa hanno escogitato hanno messo dei limiti di anni prima di poter solo presentare la domanda di trasferimento, infatti i nostri grandi sindacati
Hanno ritenuto opportuno alzare gli anni da tre a cinque come requisito utile per poter presentare la domanda di trasferimento, ma non è tutto , hanno escogitato un altro meccanismo molto più perverso, hanno dato la possibilità a chi lavora nella stessa regione di avere la priorità su chi fa domanda di trasferimento da una regione diversa.
Qualcuno dirà che questo meccanismo è giusto, io invece dico che si tratta di uno stratagemma per svuotare ulteriormente le nostre terre, infatti cosa succede che la maggior parte dei trasferimenti da un’altra regione vengono respinte in partenza dai movimenti interni, ma siccome il meccanismo è perverso dopo poco si attinge all’organico di fatto.
Siccome l’organico di fatto risulta quasi sempre superiore a quello di diritto, va da se che in alcune zone d’ITALIA il personale aventi diritto risulta inferiore all’organico necessario per affrontare l’anno scolastico, e qui scatta l’assegnazione provvisoria, cioè una domanda annuale che deve essere presentata anno per anno.
Questo meccanismo è perverso perché, continua a creare precariato al sud,
Infatti l’organico di fatto molte volte viene riempito con precari ormai storici, nel frattempo chi è di ruolo non trova spazio e molte volte si vede costretto a mettere radici al nord, sistema perfetto.
Al nord lavoratori di ruolo, al sud precari; voi direte finisce qua?
Noooo questi precari per prendere il posto fisso sono costretti a venirsene al nord dove ci sono più posti, e si ricomincia il sistema perverso e malato, che stimola la crescita del nord e mortifica il sud.
Forse è arrivata l’ora di dire basta……
Più lavoro al sud. Basta con la politica del potere che da anni svuota le nostre terre.
salerno giuseppe
sabato 2 giugno 2012
94 PALADINI DELLE PENSIONI D'ORO,( PD PRESENTE A MAGGIORANZA ASSOLUTA)
DI SEGUITO VI ALLEGO I NOMI DEI NOSTRI CARISSMI POLITICI CHE PARLANO BENE E RAZZOLANO MALE.
Qualche giorno, al Senato, nella votazione sui tagli alle pensioni d’oro ai supermanager pubblici il governo è stato battuto grazie da un emendamento di Idv e Lega. La maggioranza dell’Aula si è dichiarata favorevole ad intervenire sul trattamento pensionistico dei burocrati di Stato che godono di stipendi altissimi e che domani avrebbero pensioni altissime.
BUON DIVERTIMENTO
1) Adamo Marilena (Pd)
2) Adragna Benedetto (Pd)
3) Agostini Mauro (Pd)
4) Armato Teresa (Pd)
5) Astore Giuseppe (Gruppo Misto)
6) Baio Emanuela (Api)
7) Barbolini Giuliano (Pd)
8)Bassoli Fiorenza (Pd)
9) Bastico Mariangela (Pd)
10) Enzo Bianco (Pd)
11) Biondelli Franca (Pd)
12) Blazina Tamara (Pd)
13) Filippo Bubbico (Pd)
14) Antonello Cabras (Pd)
15) Anna Maria Carloni (Pd)
16) Maurizio Castro (Pdl)
17) Stefano Ceccanti (Pd)
18) Mario Ceruti (Pd)
19) Franca Chiaromonte (Pd)
20) Carlo Chiurazzi (Pd)
21) Lionello Cosentino (Pd)
22) Cesare Cursi (Pdl)
23) Mauro Cutrufo (Pdl)
24) Cristina De Luca (Terzo Polo)
25) Vincenzo De Luca (Pd)
26) Luigi De Sena (Pd)
27) Mauro Del Vecchio (Pd)
28) Silvia Della Monica (Pd)
29) Roberto Della Seta (Pd)
30) Ulisse Di Giacomo (Pdl)
31) Di Giovan Paolo Roberto (Pd)
32) Cecilia Donaggio (Pd)
33) Lucio D’Ubaldo (Pd)
34) Marco Filippi (Pd)
35) Anna Finocchiaro (Pd)
36) Anna Rita Fioroni (Pd)
37) Marco Follini (Pd)
38) Vittoria Franco (Pd)
39) Vincenzo Galioto (Pdl)
40) Guido Galperti (Pd)
41) Maria Pia Garavaglia (Pd)
42) Costantino Garraffa (Pd)
43) Maurizio Gasparri (Pdl)
44) Antonio Gentile (Pdl)
45) Rita Ghedini (Pd)
46) Giai Mirella (Gruppo Misto)
47) Basilio Giordano (Pdl)
48) Claudio Gustavino (Terzo Polo)
49) Pietro Ichino (Pd)
50) Cosimo Latronico (Pdl)
51) Giovanni Legnini (Pd)
52) Massimo Livi Bacci (Pd)
53) Andrea Marcucci (Pd)
54) Francesca Maria Marinaro (Pd)
55) Franco Marini (Pd)
56) Ignazio Marino (Pd)
57) Marino Mauro Maria (Pd)
58) Salvatore Mazzaracchio (Pdl)
59) Vidmer Mercatali (Pd)
60) Riccardo Milana (Terzo Polo)
61) Francesco Monaco (Pd)
62) Enrico M0rando (Pd)
63) Fabrizio Morri (Pd)
64) Achille Passoni (Pd)
65) Carlo Pegorer (Pd)
66) Flavio Pertoldi (Pd)
67) Lorenzo Piccioni (Pdl)
68) Leana Pignedoli (Pd)
69) Roberta Pinotti (Pd)
70) Beppe Pisanu (Pdl)
71) Donatella Poretti (Pd)
72) Raffaele Ranucci (Pd)
73) Giorgio Roilo (Pd)
74) Nicola Rossi (Pd)
75) Antonio Rusconi (Pd)
76) Gian Carlo Sangalli (Pd)
77) Francesco Sanna (Pd)
78) Giacomo Santini (Pdl)
79) Giuseppe Saro (Pdl)
80) Anna Maria Serafini (Pd)
81) Achille Serra (Terzo Polo)
82) Emilio Silvio Sircana (Pd)
83) Albertina Soliani (Pd)
84) Marco Stradiotto (Pd)
85) Antonino Strano (Pdl)
86) Salvatore Tomaselli (Pd)
87) Giorgio Tonini (Pd)
88) Achille Totaro (Pdl)
89) Tiziano Treu (Pd)
90) Simona Vicari (Pdl)
91) Luigi Vimercati (Pd)
92) Vincenzo Vita (Pd)
93) Walter Vitali (Pd)
94) Luigi Zanda (Pd)
ALLORA CHE NE DITE? NON SONO FANTASTICI?
A ME SONO SALTATI ALL'OCCHIO ALCUNI VEDIAMOLI.
Tiziano Treu: SULL' ART 18 ( LEGGE FORNERO)
Qualche piccolo aggiustamento qua e là, sulla flessibilità in entrata e, forse, anche sugli ammortizzatori sociali. Ma le modifiche saranno poche e l'impianto fondamentale della legge non verrà stravolto, soprattutto sull'articolo 18. È la previsione di Tiziano Treu, senatore del Partito Democratico ed ex-ministro del welfare nel primo governo Prodi, sulla prossima riforma del lavoro che ha appena iniziato il proprio iter a Palazzo Madama.
Emilio Silvio Sircana: CONOSCIUTO PER I SUOI SONETTI ECCONE UNO......
Sui contratti di lavoro subordinato a termine si interviene in modo giustamente più morbido, comunque perfettamente in linea con la direttiva europea del 1999: li si rendono un po’ più costosi rispetto al contratto a tempo indeterminato.
Si incentiva anche il ricorso al contratto di apprendistato, oggi troppo poco utilizzato in Italia per l’inserimento dei giovani nel tessuto produttivo.
Si istituisce per la prima volta nel nostro Paese un sistema universale di assicurazione contro la disoccupazione.
Si volta pagina rispetto a decenni di uso distorto della Cassa integrazione guadagni nelle crisi occupazionali aziendali.
Per la prima volta nell’ultimo quarantennio si determina con precisione il severance cost, cioè il costo di separazione tra l’impresa e il lavoratore per motivi economico-organizzativi, così superando una anomalia del nostro sistema rispetto a tutti gli altri ordinamenti occidentali.
In questo modo si muove un passo rilevante per il passaggio da un sistema di job property a un sistema di responsabilizzazione dell’impresa (entro limiti ben determinati) per la sicurezza economica e professionale dei lavoratori. Considero questo passaggio come una necessità vitale per il sistema economico del nostro Paese, poiché esso favorisce la migliore allocazione delle risorse umane e materiali e l’aumento della produttività.
Con la determinazione del severance cost e con la redistribuzione della flessibilità su tutta la forza-lavoro, si eliminano due dei fattori (certo non i soli, ma neppure dei meno rilevanti) della scarsissima attrattività del nostro sistema per gli investimenti stranieri: la rigidità del regime di job property nell’area del lavoro regolare e la necessità di attingere la flessibilità necessaria da una zona grigia, al confine tra il regolare e l’irregolare, nella quale – si sa – gli operatori stranieri si districano molto peggio rispetto a quelli indegeni.
giudicate voi questi sono i fatti. questi signori che dovrebbero rappresentare gli interessi di tutti, fanno ormai gli interessi delle varie caste esistenti in ITALIA.
Una cosa fa riflettere il PD e' sempre in prima linea, complimentI.
GIUSEPPE SALERNO
Qualche giorno, al Senato, nella votazione sui tagli alle pensioni d’oro ai supermanager pubblici il governo è stato battuto grazie da un emendamento di Idv e Lega. La maggioranza dell’Aula si è dichiarata favorevole ad intervenire sul trattamento pensionistico dei burocrati di Stato che godono di stipendi altissimi e che domani avrebbero pensioni altissime.
BUON DIVERTIMENTO
1) Adamo Marilena (Pd)
2) Adragna Benedetto (Pd)
3) Agostini Mauro (Pd)
4) Armato Teresa (Pd)
5) Astore Giuseppe (Gruppo Misto)
6) Baio Emanuela (Api)
7) Barbolini Giuliano (Pd)
8)Bassoli Fiorenza (Pd)
9) Bastico Mariangela (Pd)
10) Enzo Bianco (Pd)
11) Biondelli Franca (Pd)
12) Blazina Tamara (Pd)
13) Filippo Bubbico (Pd)
14) Antonello Cabras (Pd)
15) Anna Maria Carloni (Pd)
16) Maurizio Castro (Pdl)
17) Stefano Ceccanti (Pd)
18) Mario Ceruti (Pd)
19) Franca Chiaromonte (Pd)
20) Carlo Chiurazzi (Pd)
21) Lionello Cosentino (Pd)
22) Cesare Cursi (Pdl)
23) Mauro Cutrufo (Pdl)
24) Cristina De Luca (Terzo Polo)
25) Vincenzo De Luca (Pd)
26) Luigi De Sena (Pd)
27) Mauro Del Vecchio (Pd)
28) Silvia Della Monica (Pd)
29) Roberto Della Seta (Pd)
30) Ulisse Di Giacomo (Pdl)
31) Di Giovan Paolo Roberto (Pd)
32) Cecilia Donaggio (Pd)
33) Lucio D’Ubaldo (Pd)
34) Marco Filippi (Pd)
35) Anna Finocchiaro (Pd)
36) Anna Rita Fioroni (Pd)
37) Marco Follini (Pd)
38) Vittoria Franco (Pd)
39) Vincenzo Galioto (Pdl)
40) Guido Galperti (Pd)
41) Maria Pia Garavaglia (Pd)
42) Costantino Garraffa (Pd)
43) Maurizio Gasparri (Pdl)
44) Antonio Gentile (Pdl)
45) Rita Ghedini (Pd)
46) Giai Mirella (Gruppo Misto)
47) Basilio Giordano (Pdl)
48) Claudio Gustavino (Terzo Polo)
49) Pietro Ichino (Pd)
50) Cosimo Latronico (Pdl)
51) Giovanni Legnini (Pd)
52) Massimo Livi Bacci (Pd)
53) Andrea Marcucci (Pd)
54) Francesca Maria Marinaro (Pd)
55) Franco Marini (Pd)
56) Ignazio Marino (Pd)
57) Marino Mauro Maria (Pd)
58) Salvatore Mazzaracchio (Pdl)
59) Vidmer Mercatali (Pd)
60) Riccardo Milana (Terzo Polo)
61) Francesco Monaco (Pd)
62) Enrico M0rando (Pd)
63) Fabrizio Morri (Pd)
64) Achille Passoni (Pd)
65) Carlo Pegorer (Pd)
66) Flavio Pertoldi (Pd)
67) Lorenzo Piccioni (Pdl)
68) Leana Pignedoli (Pd)
69) Roberta Pinotti (Pd)
70) Beppe Pisanu (Pdl)
71) Donatella Poretti (Pd)
72) Raffaele Ranucci (Pd)
73) Giorgio Roilo (Pd)
74) Nicola Rossi (Pd)
75) Antonio Rusconi (Pd)
76) Gian Carlo Sangalli (Pd)
77) Francesco Sanna (Pd)
78) Giacomo Santini (Pdl)
79) Giuseppe Saro (Pdl)
80) Anna Maria Serafini (Pd)
81) Achille Serra (Terzo Polo)
82) Emilio Silvio Sircana (Pd)
83) Albertina Soliani (Pd)
84) Marco Stradiotto (Pd)
85) Antonino Strano (Pdl)
86) Salvatore Tomaselli (Pd)
87) Giorgio Tonini (Pd)
88) Achille Totaro (Pdl)
89) Tiziano Treu (Pd)
90) Simona Vicari (Pdl)
91) Luigi Vimercati (Pd)
92) Vincenzo Vita (Pd)
93) Walter Vitali (Pd)
94) Luigi Zanda (Pd)
ALLORA CHE NE DITE? NON SONO FANTASTICI?
A ME SONO SALTATI ALL'OCCHIO ALCUNI VEDIAMOLI.
Tiziano Treu: SULL' ART 18 ( LEGGE FORNERO)
Qualche piccolo aggiustamento qua e là, sulla flessibilità in entrata e, forse, anche sugli ammortizzatori sociali. Ma le modifiche saranno poche e l'impianto fondamentale della legge non verrà stravolto, soprattutto sull'articolo 18. È la previsione di Tiziano Treu, senatore del Partito Democratico ed ex-ministro del welfare nel primo governo Prodi, sulla prossima riforma del lavoro che ha appena iniziato il proprio iter a Palazzo Madama.
Emilio Silvio Sircana: CONOSCIUTO PER I SUOI SONETTI ECCONE UNO......
La prima riunione del Pd
Mentre Prodi ci addormenta
Qui si addensa la tormenta
Qui si addensa la tormenta
C'è Rutelli un po' incazzato
E Fassino stralunato
E Fassino stralunato
C'è Veltroni gran gattone
Che già pensa all'elezione
Che già pensa all'elezione
Franceschini e Gentiloni
Già preparan trappoloni
Già preparan trappoloni
In un angolo Lamberto
Pensa male, ne sono certo
Pensa male, ne sono certo
In silenzio sta Follini
Forse pensa al suo Casini
Forse pensa al suo Casini
Barbi, Soro e MIgliavacca
Ma! ...Così finisce in cacca
Ma! ...Così finisce in cacca
Anna Finocchiaro:
''Il Pd si sta battendo perche' al Senato si trovi un accordo tra tutti i
capigruppo affinche' venga approvato, nella stessa stesura della Camera, il ddl
sul finanziamento ai partiti. Nel provvedimento - sottolinea Finocchiaro - e'
prevista la creazione di un fondo di 90 milioni di euro finalizzato proprio alla
ricostruzione delle zone colpite dalle calamita' naturali. E parte di questo
fondo viene a sua volta finanziato da subito dall'ultima trance dell'attuale
rimborso per il 2012 previsto per luglio. E' vero che in questo modo il Senato
viene espropriato della possibilita' di intervenire sul ddl, ma c'e' un'esigenza
che non puo' attendere''.
Pietro Ichino :
.Per la prima volta in decenni si delinea un intervento di contrasto serio ed efficace contro la grave anomalia tutta italiana dell’utilizzazione delle collaborazioni autonome continuative in posizioni di lavoro sostanzialmente dipendente.Si incentiva anche il ricorso al contratto di apprendistato, oggi troppo poco utilizzato in Italia per l’inserimento dei giovani nel tessuto produttivo.
Si istituisce per la prima volta nel nostro Paese un sistema universale di assicurazione contro la disoccupazione.
Si volta pagina rispetto a decenni di uso distorto della Cassa integrazione guadagni nelle crisi occupazionali aziendali.
Per la prima volta nell’ultimo quarantennio si determina con precisione il severance cost, cioè il costo di separazione tra l’impresa e il lavoratore per motivi economico-organizzativi, così superando una anomalia del nostro sistema rispetto a tutti gli altri ordinamenti occidentali.
In questo modo si muove un passo rilevante per il passaggio da un sistema di job property a un sistema di responsabilizzazione dell’impresa (entro limiti ben determinati) per la sicurezza economica e professionale dei lavoratori. Considero questo passaggio come una necessità vitale per il sistema economico del nostro Paese, poiché esso favorisce la migliore allocazione delle risorse umane e materiali e l’aumento della produttività.
Con la determinazione del severance cost e con la redistribuzione della flessibilità su tutta la forza-lavoro, si eliminano due dei fattori (certo non i soli, ma neppure dei meno rilevanti) della scarsissima attrattività del nostro sistema per gli investimenti stranieri: la rigidità del regime di job property nell’area del lavoro regolare e la necessità di attingere la flessibilità necessaria da una zona grigia, al confine tra il regolare e l’irregolare, nella quale – si sa – gli operatori stranieri si districano molto peggio rispetto a quelli indegeni.
giudicate voi questi sono i fatti. questi signori che dovrebbero rappresentare gli interessi di tutti, fanno ormai gli interessi delle varie caste esistenti in ITALIA.
Una cosa fa riflettere il PD e' sempre in prima linea, complimentI.
GIUSEPPE SALERNO
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